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venerdì 11 maggio 2012

Le Luci Della Centrale Elettrica - Lettura

Questo è un video in cui Vasco Brondi, alias "Le Luci della Centrale Elettrica", legge un bellissimo brano. Trovo questo ragazzo davvero bravo, il suo modo di comunicare attraverso le sue canzoni o, come in questo caso, attraverso dei brani di lettura è molto emozionante e profondo. Quando penso che in Italia abbiamo cantautori come Vasco Brondi sono felice di essere italiana.


Tra le articolazioni delle nostre braccia, una lotta senza fine alla tristezza comprando dei soprammobili colorati. Scrivi che ti ritrovi ancora tu tra gli scatoloni. "Tanto prima o poi moriremo" ci dicevamo ridendo. Sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre, quando passiamo per salutarci o perché si arrendono. Avvolgiamo nel cellophan il nostro amore e lo carichiamo in macchina. Spediscono dei reporter di guerra nel tuo cuore. Spariscono dei reporter di guerra, delle ronde di merda. Qualcuno ha scritto sul muro che era un sognatore, eppure spesso gli insetti non lo lasciavano dormire. Gli stranieri diventeranno degli estranei e poi degli alieni. Con un colluttorio cancelliamo le parole che ci siamo detti in certi pomeriggi corti e freddi oppure interminabili e bellissimi. E al telefono non sapevo proprio più cosa dirti. Allora abbiamo parlato di domani luminosi e di ragazze madri, degli eterni ritorni, di fiamme tricolori e di trasformisti e di queste quattro strade da cui non siamo mai riusciti a separarci, come Bianciardi. E comunque non ci hanno neanche mai promesso niente. Ho scritto in cielo alcune frasi perché tu le vedessi ma c'era un vento feroce e troppi elicotteri. Sei un po' triste perché non abbiamo fatto in tempo a scopare e le nostre parole erano solo anidride carbonica, erano solo di anidride carbonica. Questo cielo fosforescente e i doppi vetri che non bastano per dimenticarsi, i tuoi passi in corridoio tornando dal bagno. Alle porte chiuse dell'Europa. I consumatori, i consumatori, i consumatori, i consumatori, i consumatori, i consumatori e se piangevi era per un calo di zuccheri. Quando finalmente usciranno le farfalle che abbiamo nello stomaco, per ritrovare delle parole, via via prima che si ricordino di noi! Ho incrociato P.J. Harvey in aeroporto, a Madrid, era molto magra, le nostre discussioni sull'origine dell'universo e sulla resina che non va più via dal parabrezza, la macchina parcheggiata per una settimana sotto un albero che sta fiorendo, delle agenzie spaziali che non hanno più fondi, i danni collaterali che non saranno mai i primi a essere presi in considerazione. Ci fischiavano ancora le orecchie perché i gruppi che hanno suonato avevano i volumi troppo alti o perché qualcuno ci stava pensando. C'erano dei bagliori, in fondo alla strada, ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca, c'erano dei bagliori in fondo alla strada ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca, c'erano dei bagliori, in fondo alla strada, ma non riuscivamo a capire se era un temporale o una discoteca.

Virginia

domenica 29 aprile 2012

Il tuo 5x1000 per Emergency

C'è un modo di contribuire alle attività di Emergency che non ti costa nulla: devolvere il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi a Emergency.

Il codice fiscale di Emergency è 971 471 101 55

Come fare per devolvere il tuo 5 per mille a Emergency

 Se presenti il Modello 730 o Unico
  1. Compila la scheda sul modello 730 o Unico;
  2. firma nel riquadro indicato come "Sostegno del volontariato...";
  3. indica nel riquadro il codice fiscale di Emergency: 971 471 101 55.
Se non sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi
Anche se non devi presentare la dichiarazione dei redditi puoi devolvere a Emergency il tuo 5 per mille: 
  1. Compila la scheda fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione, firmando nel riquadro indicato come "Sostegno del volontariato..." e indicando il codice fiscale di Emergency: 971 471 101 55;
  2. inserisci la scheda in una busta chiusa; 
  3. scrivi sulla busta "DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF" e indica il tuo cognome, nome e codice fiscale;
  4. consegnala a un ufficio postale, a uno sportello bancario - che le ricevono gratuitamente - o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti...).
 Come useremo il tuo 5 per mille
Anche grazie al tuo 5 per mille, cureremo gratuitamente le vittime della guerra e della povertà nei nostri ospedali, centri chirurgici, centri pediatrici, centri di maternità, posti di primo soccorso, centri sanitari, poliambulatori, ambulatori mobili e centri d'eccellenza.

In Afghanistan continueremo ad accogliere nei nostri Centri chirurgici le vittime della guerra che da ormai più di 40 anni devasta il Paese e a offrire, nel nostro Centro di maternità, assistenza ginecologica, ostetrica e neonatale alle donne del Panshir e non solo.

In Sierra Leone, il Centro chirurgico di Goderich continuerà a essere un punto di riferimento per l'intero Paese.

In Iraq, ai pazienti del Centro di Sulaimaniya daremo non solo riabilitazione fisica ma anche formazione professionale e aiuto per avviare cooperative: cura e lavoro, per tornare a essere parte integrante della società in cui vivono.

Cureremo i bambini nei nostri Centri pediatrici in Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan.

Il Centro Salam in Sudan continuerà a ricevere pazienti cardiochirurgici da tutta l'Africa, perché riteniamo che anche la medicina "di eccellenza" sia un diritto di tutti.

E continueremo a lavorare sempre e di più anche in Italia, curando migranti e persone in stato di bisogno nei nostri Poliambulatori a Palermo e a Marghera e portando i nostri Ambulatori mobili dovunque ce ne sia necessità: aree agricole, campi nomadi...

Da Kabul, Luca Radaelli, spiega perchè è importante donare il proprio 5x1000 a Emergency:


Grazie a tutti quelli che hanno scelto di devolvere il loro 5x1000 a Emergency.


Virginia

lunedì 23 aprile 2012

Mezzafemmina – Accordi e Storie

Musica coinvolgente, testi forti e suggestivi e grande capacità di trasmettere emozioni sono solo alcuni degli aggettivi che descrivono il talento e la bravura di Mezzafemmina, ovvero Gianluca Conte. Nato a Torino nel 1982 ha coltivato fin da piccolo la passione per la musica, laureatosi poi in psicologia clinica e di comunità e iniziando a svolgere l’attività di educatore presso una comunità per recupero di tossicodipendenti, ha conciliato questa sua passione con le esperienze e le realtà con cui è venuto a contatto di volta in volta creando così canzoni dai toni forti e critici.


I temi trattati da Mezzafemmina non possono essere propriamente definiti mediatici o commerciali ma al contrario possono essere spesso ritenuti scomodi ed impegnativi perché vanno a svelare realtà che, nonostante siano sotto gli occhi di tutti, vengono quotidianamente nascoste e taciute.

Il suo album d’esordio “Storie a Bassa Audience” pubblicato all’inizio del 2011 ne è un esempio. La prima traccia dell’album, “Articolo 1” sottolinea in modo chiaro la poetica dell’autore torinese che, senza mezzi termini e con un tocco di ironia, parla del lavoro precario, un lavoro che invece di dare una vita migliore uccide e lo fa citando la Costituzione Italiana e aggiungendone del suo: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro ma se vado a lavorare muoio”. L’album continua con tracce ugualmente dense e meravigliose come “Le prigioni del 2000” e la particolare “Insanity Show” in cui, in modo tragicomico viene descritta una società che porta tutti ad essere possibili soggetti da comunità.

Accanto questi temi di carattere sociale ci sono poi storie di violenze e ingiustizie come testimoniano le canzoni “Iside” e “Giochi da Grandi” raccontate dal punto di vista della vittima e del carnefice, storie che sembrano sempre così lontane ma che in realtà accadono ogni giorno intorno a noi.

Con la sua musica Mezzafemmina ha dimostrato grande capacità di far riflettere ed emozionare arrivando dritto al cuore di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo.


Virginia Villa


domenica 15 aprile 2012

INDIGNADOS ITALIA

Noi siamo gente comune. Siamo come te: gente che si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici. Gente che lavora duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi ci circo...nda.

Alcuni di noi si considerano più progressisti, altri più conservatori. Alcuni credenti, altri no. Alcuni di noi hanno un'ideologia ben definita, alcuni si definiscono apolitici... Ma tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi. Per la corruzione di politici, imprenditori, banchieri ... Per il senso di impotenza del cittadino comune.
Questa situazione fa male a tutti noi ogni giorno. Ma se tutti ci uniamo, possiamo cambiarla. È tempo di muoversi, è ora costruire insieme una società migliore. Perciò sosteniamo fermamente quanto segue:

* Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere l’uguaglianza, il progresso, la solidarietà, la libertà di accesso alla cultura, la sostenibilità ecologica e lo sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.
* Ci sono diritti fondamentali che dovrebbero essere al sicuro in queste società: il diritto alla casa, al lavoro, alla cultura, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione politica, al libero sviluppo personale, e il diritto di consumare i beni necessari a una vita sana e felice.
* L'attuale funzionamento del nostro sistema economico e di governo non riesce ad affrontare queste priorità e costituisce un ostacolo al progresso dell’umanità.
* La democrazia parte dal popolo (demos = popolo, cràtos = potere) in modo che il potere debba essere del popolo. Tuttavia in questo paese la maggior parte della classe politica nemmeno ci ascolta. Le sue funzioni dovrebbero consistere nel portare la nostra voce alle istituzioni, facilitando la partecipazione politica dei cittadini attraverso canali diretti e procurando i maggiori benefici alla società in generale, non per arricchirsi e prosperare a nostre spese.
* L’ansia e l'accumulazione di potere in poche mani crea disuguaglianza, tensione e ingiustizia, il che porta alla violenza, che noi respingiamo. L’obsoleto e innaturale modello economico vigente blocca la macchina sociale in una spirale che si consuma in se stessa arricchendo i pochi e precipitando nella povertà e nella scarsità il resto. Fino al crollo.
* La volontà e lo scopo del sistema è l'accumulazione del denaro, che ha la precedenza sull’efficienza e il benessere della società. Sprecando intanto le risorse, distruggendo il pianeta, creando disoccupazione e consumatori infelici.
* Se come società impariamo a non affidare il nostro futuro a un’astratta redditività economica che non si converte mai in un vantaggio della maggioranza, saremo in grado di eliminare gli abusi e le carenze di cui tutti soffriamo.
* È necessaria una Rivoluzione Etica. Abbiamo messo il denaro al di sopra dell’Essere umano mentre dovremo metterlo al nostro servizio. Siamo persone, non prodotti sul mercato. Io non sono solo quel che compro, perché lo compro e a chi lo compro.

Per tutto quanto sopra, io sono indignato.

Credo di poterlo cambiare.

Credo di poter aiutare.

So che insieme possiamo.

Esci con noi. È un tuo diritto.
Virginia

martedì 20 marzo 2012

Un altro giro di giostra - Tiziano Terzani


Ho appena finito un libro bellissimo di uno scrittore che personalmente adoro: Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani. E' un incridebile libro che parla della vita e lo fa attraverso i bellissimi ma anche difficili viaggi di Terzani, solo che il viaggio in questione è un viaggio diverso da tutti gli altri, e un viaggio difficile perché ogni passo, ogni scelta, a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia, ha a che fare con la sua sopravvivenza. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell'uomo. Un passaggio bellissimo del libro che, a mio parere riassume un po' il messaggio che Terzani voleva trasmettere è:
"La storia di questo viaggio non è la riprova che non c'è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla. Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito a tantissimo. E' così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita. E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale. L'ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell'ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli. Io provo."
Consiglio a tutti la lettura di questo libro perchè cambierà la vostra visione della vita, a me l'ha cambiata tantissimo!
Virginia

lunedì 19 marzo 2012

Primo progetto solista di Diego Perrone - "Dove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole"

Il 15 Marzo scorso è uscito il primo album da solista di Diego Perrone, frontman dei Medusa e noto collaboratore con diversi artisti quali Arsenico e Caparezza.
Seguo Diego da quasi tre anni e trovo che sia un'artista davvero eccezionale, ha una voce bellissima e scrive testi meravigliosi (questo ultimo album ne è una prova).
Riguardo all'uscita dell'album "Dove finisce il colore delle fotografie lasciate al sole" Diego ha detto:

“finiscono nello stesso posto finiscono anche i file che cancelli dal computer, con le foto che sbiadiscono e rimangono appese nell’aria, con i vecchi amici legati a un periodo che ti sembra quasi un altra vita dove forse eri un altra persona e qualcosa resta di quello che eri, o meglio di quello che ero.
nove tracce che parlano molto di me dove anche le due cover sono brani ai quali sono legato da una scelta non solo di gusto.”

Le nove tracce raccontano tutte temi importanti per Diego e risulatano essere fonte di riflessione anche per chi le ascolta (almeno, a me hanno fatto questo effetto), di ogniuna ha scritto una breve riflessione:

uno di quei giorni: la voglia di semplicità e il desiderio di una vita più sobria e legata ai ritmi scanditi dal ciclo naturale del mondo sono il tema del brano. La “frenesia del mondo moderno” ha come antidoto proprio la ricerca e riscoperta di questi valori, che stanno intorno a noi ma che spesso non vediamo più per perderci in problemi che tutto sommato sono derivati dalle nostre nevrosi di uomini moderni. un cane che si morde la coda.
cambia sempre: a volte si fanno riflessioni su fatti ormai passati e si ha l’impressione che certi errori non si possano più commettere; perchè la vita ti ha messo in guardia sui suoi meccanismi ed ecco che quando si crede di aver capito tutto improvvisamente cambia, e cambia sempre e per certe cose l’esperienza non serve e ci si ritrova impreparati, in balia degli eventi e con un passato che ritorna e fa male.
jackie treehorn: un senso di pigro abbandono aleggia nell’atmosfera di questo brano, quando tutto intorno diventa stantio e si ha l’impressione di essere parte di uno spazio che si è addormentato con te e che ti trascina sempre più in basso, allora forse è meglio andare via: per dimenticare e lasciare che quei ricordi svaniscano un poco per volta come quelle fotografie lasciate al sole.
rainy baby: questa canzone parla della sensazione di incompletezza che si ha quando viene a mancare una persona che si è amata, di come ci si sente e di come a poco a poco si perda la familiarità di quei gesti che fino a poco prima erano consueti. Non rimane neanche il profumo dell’ultimo abbraccio.
pop life: è una cover di Prince contenuta nell’ album Around the world in a day. In una veste più elettronica rispetto all’originale.
santostefano: ci sono volte nelle quali ci si trova a disagio in posti nei quali ci si sente irrimediabilmente fuori posto. Ecco che allora mentre tutti si divertono non si vere l’ora di finire il drink e andarsene. Questa canzone è impreziosita dall’intervento di Michele Salvemini (aka Caparezza)
summer on a solitary beach: un' altra cover, questa volta di Franco Battiato.
surf 2012: l’ispirazione per questa canzone è venuta dopo aver visitato una mostra sull’ ecologia e i cambiamenti climatici del nostro pianeta. Un collettivo di artisti rappresentava torino sommersa dal mare e sottolineava come la terra aveva avvertito questo cambiamento come una nuova prospettiva ricca di opportunità per il futuro. Eco quindi torino come venezia, con canali che arrivano fin sotto i portici e dove finalmente i surfisti rimangono in città ad aspettare l’onda.
we all made 4 love: la traccia che chiude il disco è quasi un brano strumentale e funge anche un po’ da epilogo per surf 2012. l’unica frase cantata da un vocoder è appunto il titolo. Tutto ciò che sta alla base della vita è fatto per amore e anche questo disco è fatto per amore.

Questa è l'intervista a Diego dalla bariwebtv.it negli studi di radiosoundcity:

Diego sarà in concerto per presentare il suo album "Dove finisce il colore delle fotografe lasciate al sole":
12 aprile a Le Scimmie – Milano
28 aprile a Le Claque – Genova

Virginia

martedì 14 febbraio 2012

VIK: storia di un Vincitore

Sarebbe bello pensare che un evento sui documenti e le storie raccontate da Vittorio Arrigoni a Gaza siano una testimonianza di una realtà che appartiene al passato.
Eppure, ciò che ci scriveva e documentava Vittorio potrebbe essere accaduto 5 minuti fa, tra tre giorni… parlare di Vittorio non significa solo “ricordarlo” o conoscere un pezzo di passato.
Significa ottemperare a una promessa, non scritta ma di quelle per cui “la parola vale ancora”.

Promuovere il mio libro da qui – scriveva Vittorio al momento della pubblicazione di Restiamo Umani – con il supporto di tutti coloro che mi hanno dimostrato amicizia, fratellanza, vicinanza, empatia. […] Si potrebbero organizzare dei readings nelle varie città, e questo potrebbe essere anche una interessante occasione per contarsi, conoscersi, legarsi.
Non siamo pochi, siamo tanti, e possiamo davvero contare, credetemi.
Confido in voi, che confidate in me, non per i morti ma per i feriti a morte di questa orrenda strage. Un abbraccio grande come il Mediterraneo che separandoci, ci unisce”.

Per questo, per conoscere una realtà non lontana nello spazio o nel tempo ma lontana solo dalle nostre coscienze l’appuntamento è il 17 febbraio a Vimercate (MB) con Egidia Beretta Arrigoni – madre di Vik, NO MAS e Liberi tutti yalla Palestina.



VIK: storia di un Vincitore
Incontro sull’attività di Vittorio Arrigoni a Gaza
 Venerdì 17 febbraio h 21 @ VIMERCATE
(Auditorium Biblioteca civica, Piazza Unità d’Italia, 2 g)
Ingresso libero
 - Scarica il volantino
- Dallo / invialo ad almeno una persona che non conosce la situazione a Gaza
- Oppure diffondi sul web l’evento, anche su Facebook trovi tutte le informazioni.

Abbiamo tutti una promessa da mantene. RESTIAMO UMANI!

Virginia